REPRESSIONE E PARADOSSI NELLA TERRA DEL PASSATORE 

Nelle ultime settimane una serie di misure repressive colpisce un grande numero di persone in diverse città della Romagna.

Il bilancio della vasta operazione, messa in atto dalla questura di Forlì, comprende 4 fogli di via dalla città, 3 avvisi orali, 47 avvisi di garanzia (più altri 4 a carico di minorenni) ed alcune visite a casa da parte dei Carabinieri; le accuse sono le più svariate, a partire dai fatti relativi all’occupazione del Maceria nel novembre dello scorso anno e del GiardinOccupato a febbraio del 2013, fino ad arrivare alle manifestazioni ed ai presidi antifascisti ed in solidarietà allo sgombero del Maceria che hanno avuto luogo a Forlì durante l’inverno passato. Il tutto condito da singoli episodi specifici avvenuti nel corso delle sopracitate mobilitazioni.

Lo spazio libertario “Sole e Baleno” di Cesena desidera espimere tutta la propria solidarietà ai gruppi e alle singole individualità colpite in qualche modo da questi provvedimenti, mostrando a viso aperto la propria affinità politica e morale alle pratiche ad essi contestate dalla giustizia istituzionale.
La riappropriazione di appartamenti comunali lasciati alle macerie dall’amministrazione e l’utilizzo dell’azione diretta per aprire un dibattito allargato sulla questione della casa e degli sfratti; la risistemazione di edifici pubblici in disuso da anni per far fronte alla penuria di spazi aggregativi spontanei in cui affermare la prassi dell’autogestione e della condivisione; la creazione di attività culturali e ludiche che non siano merce alla portata di pochi… tutte priorità politiche ed umane che avranno sempre il nostro appoggio e la nostra complicità incondizionata. Anche per noi l’antifacismo (altra attitudine “incriminata” negli atti notificati) non è affare da relegare ai libri di storia o al folclore popolare, ma rappresenta al contrario una consuetudine quotidiana, un’urgenza di assoluta attualità a contrastare il razzismo dilagante e la deriva autoritaria di larga parte dell’odierno tessuto sociale.

Nel manifestare la nostra vicinanza alle persone colpite emerge inevitabilmente la volontà di esprimere alcune considerazioni in merito.

Innanzitutto non possiamo fare a meno di notare la grande quantità di nomi inseriti nella lista degli indagati e la trasversalità delle accuse mosse a queste persone. E’ palese la volontà di infliggere il maggior danno possibile attribuendo la quasi totalità dei reati a tutti i soggetti in questione, indipendentemente dalla presenza o meno dei singoli nello specifico contesto.

Altro aspetto sicuramente significativo è costituito dall’utilizzo dell’avviso orale, pratica non nuova in Romagna, ma non di meno emblematica dell’ostinato tentativo da parte delle autorità locali di mutare la condotta di coloro che quotidianamente portano avanti le proprie idee con coerenza e determinazione. Infine, provvedimento molto grave ai danni della libertà individuale, e che dovrebbe offendere la sensibilità di ognuno, l’emanazione di fogli di via, ovvero l’allontanamento da un determinato comune per una durata di 3 anni.

Ora, non è nostra intenzione disquisire sulla rigidità delle istituzioni democratiche, sulla sproporzione delle misure adottate relativamente ai capi d’accusa in ballo (fondamentalmente parliamo soprattutto di occupazioni di immobili e manifestazioni non preavvisate), né tantomeno abbandonarci a facili vittimismi e alla rassegnazione ad un mondo grigio fatto di consumismo e competizione sociale. Sappiamo bene che le istituzioni stesse, vedendo minata la propria credibilità da azioni o atteggiamenti collettivi volti a smascherarne le iniquità e le contraddizioni sempre più evidenti, sono pronte a difendersi con ogni mezzo alla propria portata. Sappiamo anche che a spaventare non sono i gesti dei singoli, quanto la capacità da parte di chi lotta di aggregare persone, di tessere fitte relazioni di solidarietà, di fungere da cassa di risonanza per un disagio comune in grado di mettere in discussione le scelte verticistiche di assessori e sindaci.

Quello che invece vorremmo evidenziare, è la totale arbitrarietà del concetto di legittimità espresso da chi ci governa. L’insieme delle leggi e delle norme che regolano la vita nelle città in cui siamo nati e cresciuti, non costituiscono lo specchio delle reali esigenze delle persone, quanto la traduzione massificata dell’interesse di quei pochi che detengono il potere politico ed economico nella civiltà del profitto.

E così il concetto di proprietà privata viene elevato ad una dimensione quasi ultraterrena, e diventa addirittura lecito che tante persone non abbiano un tetto sopra la testa, proprio mentre case sfitte rimangono per anni a marcire nel degrado. La socialità avviene solo in termini di rapporti commerciali, e chi tenta di uscire dal vincolo gestore/cliente viene subito ricondotto alla “normalità”; e a questo proposito, proprio mentre vengono notificate le prime denunce per l’occupazione del Maceria a Forlì, anche lo spazio libertario “Sole e Baleno” viene raggiunto da sgradevoli attenzioni da parte della Polizia Commerciale di Cesena, che tenta di allinearlo ai criteri di un qualunque locale, sorvolandone la natura non lucrosa e mettendone alla prova la sopravvivenza attraverso l’applicazione di normative e sanzioni. Di antifascismo infine, e non è una novità, si riempiono la bocca molti partiti ed istituzioni in Romagna, a cominciare dalla giunta comunale del PD qui a Cesena. Ma vogliamo far presente a tutti che, proprio mentre ai colpiti dalla repressione venivano contestati a Forlì i capi d’accusa relativi all’antifascismo di strada messo in campo per contrastare i gruppi fascisti presenti sul territorio, a Cesena ad alcune persone veniva proibito di appendere un volantino siglato “antifascisti/e-antirazzisti/e” in uno spazio del Comune, in quanto giudicato “troppo politicizzato” semplicemente per la firma apposta.

Occorre ad ogni costo opporre tutte le proprie forze all’alto grado di censura messo in campo anche a livello locale dalle autorità al fine di smorzare le lotte sul territorio e di ricondurle entro canoni concessi dall’ordine costituito. E’ necessario manifestare a gran voce l’appoggio più incontaminato a tutti coloro che si battono per un mondo più giusto, costruito dal basso, libero da fascismi e pregiudizi razziali.

Come sempre nelle strade, in mezzo alla gente.

Un abbraccio di solidarietà a tutti i denunciati!!!

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Spazio libertario “Sole e Baleno” ed Equal Rights Forlì

Su quanto recentemente accaduto a Forlì…

 

Il 23 novembre 2012, a Forlì, un cospicuo gruppo di individui decide di rimboccarsi le maniche ed entrare in una delle tante proprietà comunali lasciate all’abbandono e al degrado da svariati anni, un edificio di tre piani ubicato in via Maceri 22, in pieno centro storico.

Nasce il MaceriA occupato!

Il proposito iniziale è quello di una 3 giorni di iniziative aperte a tutti per denunciare la responsabilità dell’amministrazione locale in merito al problema degli sfratti e della penuria di spazi sociali in città.

Ma la sorprendente risposta delle innumerevoli persone accorse all’evento, l’appoggio morale di gran parte del vicinato, la solidarietà raccolta in lungo e in largo per le vie della città ed altrove, suggeriscono agli occupanti la strada da intraprendere: non si possono e non si devono restituire quelle mura  all’abbandono, occorre resistere  ad oltranza e difenderle a denti stretti.

Non si può cedere ai corteggiamenti della giunta comunale e alle minacce della questura, autori di soffocanti norme antidegrado che trasformano ordinanza dopo ordinanza le città in enormi carceri a cielo aperto.

Non importa quanto legale o illegale sia l’occupazione di uno stabile in disuso e la sua restituzione alla fruibilità pubblica, dal momento che la legalità non corrisponde alle reali esigenze delle persone, ma solo agli interessi di pochi.

Perché a Forlì è impellente il bisogno di un luogo fisico in cui rapportarsi in maniera orizzontale, antiautoritaria, liberi da pregiudizi e stereotipi razzisti, lontani da logiche consumistiche e di profitto.

Così iniziano i primi lavori di ristrutturazione atti a rendere vivibile lo spazio, e quelle stanze, vuote e malsane fino a pochi giorni prima, cominciano a pulsare di persone, suoni, immagini, idee. Sempre più individui iniziano a sentirsi a casa.

Chi di noi è passato al MaceriA nel trascorrere dei giorni, ha potuto respirare a pieni polmoni un’aria da tempo dimenticata qui in Romagna, incrociando gente, vivendo momenti di genuina socialità e condivisione disinteressata, attraversando spazi di confronto politico e situazioni di dibattito aperto, partecipando ad assemblee decisionali e ad iniziative pubbliche di ogni tipo.

Un sogno di libertà infinita sfiorato con un dito e messo in pratica nel quotidiano.

Ma un sogno che si infrange, come troppe volte è accaduto da queste parti, per mano di uomini in divisa. L’8 gennaio del 2013. E’ un disco ormai vecchio, di note già sentite fino alla nausea, quello che ancora oggi ci suona il sindaco Balzani al cospetto del muro di cemento che gli operai di turno hanno posto all’entrata del MaceriA: disponibilità al dialogo, apertura alle esigenze della collettività, tentativo di rappacificazione sociale. Parole che non interessano.

 

Lo Spazio Libertario “Sole e Baleno” di Cesena e l’Equal Rights Forlì sentono l’esigenza di prendere una posizione netta in merito a quanto accaduto, additando pubblicamente le politiche locali per il ruolo rivestito nella chiusura di un altro spazio vitale che va ad aggiungersi alla lista dei tanti sottratti alla lotta nel trascorrere degli anni. Li ricordiamo e li portiamo nel cuore uno ad uno, ed ogni sgombero non fa altro che amplificare in maniera esponenziale l’inimicizia nei confronti delle istituzioni comunali delle nostre città. Avvertiamo il bisogno di manifestare apertamente tutta la nostra solidarietà verso le persone che hanno reso vivo il MaceriA per oltre quaranta giorni, e che ora fuori da quelle mura stanno continuando a portare il MaceriA in strada, accendendo una scintilla di ribellione che un muro di cemento non potrà mai soffocare.

A loro un abbraccio fraterno…  MaceriA OVUNQUE!

 

Spazio libertario “Sole e Baleno”

Equal Rights Forlì

 

 

RICEVIAMO E DIFFONDIAMO:

Oggi, alle 18.45, nei pressi del centro commerciale Famila a Cesena, ci siamo imbattuti nel volantino di cui alleghiamo la foto.
Data l’importanza del contenuto, e la nostra solidarietà incondizionata nei confronti di chi ancora intraprende la pratica dell’occupazione e dell’autogestione, abbiamo deciso ribatterne il testo (l’immagine lascia a desiderare), e di diffonderlo ai nostri contatti.
Ci auguriamo facciate altrettanto.

Lo spazio libertario ‘Sole e Baleno’

AL CONFINO CONTINUA…

CESENA, 08/05/2008

Il Comune di Cesena, attraverso l’ausilio di un dispiegamento spropositato di forze dell’ordine, pompieri ed operai, procede allo sgombero dell’ex scuola elementare di Pontecucco, spazio denominato “Al Confino squat”, da 8 anni occupato ed autogestito senza mediazioni con le istituzioni locali, e da molti di più attivo e conosciuto in città come fulcro di aggregazione spontanea e cultura antagonista non mercificata. Uno sfratto coatto che pone fine ad una lunga esperienza fatta di lotte antiautoritarie e sperimentazione di modelli di vita libertari, non gerarchici, estranei a rapporti meramente basati su interessi economici o partitici.

La scusa è sempre la stessa, quella della legalità a tutti i costi e del rispetto delle legittime graduatorie di concessione degli spazi alle associazioni, così tante, a detta della controparte comunale, “in fila” da tempo per usufruire dell’edificio in questione.

CESENA, NOVEMBRE 2010

A distanza di quasi 3 anni piovono inaspettati decreti di condanna su quattro persone alle quali viene contestata la partecipazione ad una delle innumerevoli iniziative pubbliche spontanee mosse dai più svariati gruppi di solidali durante il periodo precedente lo sgombero di Al Confino squat. E’ chiara a tutti la natura politica di tali istanze legali, che prendono forma solo molto tempo dopo i fatti, a riflettori mediatici ormai spenti.

L’ex scuola elementare di Pontecucco appare da allora ancora murata, abbandonata, fatiscente; la cura ed i segni della dedizione ad essa riservata un tempo dagli occupanti sono ormai un lontano ricordo. Il Comune di Cesena, troppo impegnato ad istituire “notti bianche” e sfarzosi momenti di delirio consumistico collettivo, a gettare cemento e a propinare situazioni di socialità preconfezionata di cui fruire in tempi e luoghi prestabiliti ed entro termini ben legiferati, preferisce lasciar andare in malora uno spazio che dovrebbe invece essere pubblico e a completa disposizione della collettività, piuttosto che vederlo vivo e pulsante di relazioni umane orizzontali, intrecciate dal basso e consolidate giorno dopo giorno attraverso l’autogestione più incontaminata. Altro che lista infinita di associazioni alla porta, questa è la realtà dei fatti!

CESENA, 31/12/2010

Infervorato dallo sdegno per questo stato delle cose, un nutrito gruppo di individui decide di dare una risposta concreta ai loschi disegni municipali, ponendo fine al buio e tornando a far rivivere di luce e suoni quelle mura.

Ameno per una notte… quella di Capodanno!

Il cemento via via cede sotto ai colpi degli utensili e si schiudono le porte ad una circostanza di fastoso convivio e condivisione generalizzata. Proprio laddove, fino a qualche ora prima, erano solo ragnatele e macerie. Musica e danze per tutta la notte alla faccia di chi crede di poter cancellare un percorso di lotta murandone porte e finestre.

Per tornare ancora una volta a ribadire a gran voce che

“LE IDEE NON SI SGOMBERANO”.